Statuto dei Soci

STATUTO DELLA
SOCIETA’ COOPERATIVA AGRICOLA
ASSOCIAZIONE AGRICOLTORI VILLACIDRESI
TITOLO I
DENOMINAZIONE – SEDE
ART. 1
(Denominazione Sede-Durata)

E’ costituita con sede in Villacidro una società cooperativa agricola a mutualità prevalente a norma del Dlgs 228 articolo 1, comma 2, denominata “Soc. Cooperativa Agricola Associazione Agricoltori Villacidresi”, che ai sensi e per gli effetti del Regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio del 22 ottobre 2007 e regolamenti di attuazione, nonché‚ della normativa Nazionale e Regionale collegata svolge le funzioni di Organizzazione di Produttori nel comparto ortofrutticolo, per tutti i gruppi di prodotto/i previsti dall’OCM ORTOFRUTTA, ovvero da quelli indicati nell’allegato I parte IX e X del Reg. CE 1234/2007 e dai decreti ministeriali vigenti in materia.
Alla Cooperativa si applicano, in quanto compatibili, le norme in materia di Società per Azioni (art. 2519 c.c.).
Di seguito essa potrà assumere la denominazione di organizzazione di produttori, società e cooperativa.
La società espleterà le sue funzioni di Organizzazione dei produttori ai sensi dell’art. 122 del Reg. CE 1234/2007 nell’interesse dei produttori soci operanti nel territorio nazionale con le limitazioni previste dalla normativa vigente.
La società potrà istituire sedi secondarie, succursali, agenzie e rappresentanze anche altrove.
La cooperativa può aderire ad Associazioni di Organizzazione di produttori, a Unioni Nazionali di Organizzazione di Produttori, può partecipare ad altri organismi ed Enti in genere pubblici o privati, cooperative, consorzi, società anche di capitale, le quali abbiano finalità che possano concorrere, direttamente e/o indirettamente e/o strumentalmente, al raggiungimento degli scopi statutari.
La durata della società e fissata al 31 dicembre 2034 e potrà essere prorogata con deliberazione dell’assemblea dei soci.

TITOLO II
SCOPO – OGGETTO
ART. 2
(Mutualità, Finalità)

La Cooperativa Agricola dovrà essere retta e disciplinata dai principi della mutualità, senza fini di speculazione privata.
Nello svolgimento delle sue attività, la cooperativa si impegna di osservare le seguenti clausole mutualistiche:
a) il divieto di distribuire i dividendi in misura superiore all’interesse massimo dei buoni postali fruttiferi, aumentato di due punti e mezzo rispetto al capitale effettivamente versato;
b) il divieto di remunerare gli strumenti finanziari offerti in sottoscrizione ai soci cooperatori in misura superiore a due punti rispetto al limite massimo previsto per i dividendi;
c) il divieto di distribuire le riserve altri fondi e accantonamenti fra i soci cooperatori;
d) l’ obbligo di devoluzione, in caso di scioglimento della società, dell’intero patrimonio sociale, dedotto soltanto il capitale sociale e i dividendi eventualmente maturati, ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione.
e) nella costituzione e nell’esecuzione dei rapporti mutualistici deve essere rispettato il principio di parità di trattamento.

Essa si propone di valorizzare, razionalizzare, trasformare e commercializzare le produzioni agricole conferite dai soci, in particolare quelle ortofrutticole, associati attraverso il perseguimento dei seguenti obbiettivi:
a. promuovere e utilizzare pratiche colturali e tecniche di produzione e di gestione dei rifiuti rispettose dell’ambiente e del benessere degli animali, allo scopo di migliorare e tutelare la qualità delle produzioni e l’igiene degli alimenti, la qualità delle acque, dei suoli e del paesaggio e per preservare e/o favorire la biodiversità, nonchè favorire i processi di rintracciabilità, anche ai fini dell’assolvimento degli obblighi di cui al Regolamento (CE) N. 178/2002;
b) assicurare che la produzione sia pianificata e adeguata alla domanda, sia in termini di qualità che di quantità, concentrare l’offerta ed immettere sul mercato la produzione dei propri aderenti, ottimizzare i costi di produzione e stabilizzare i prezzi sul mercato;
c) promuovere, favorire ed incrementare il razionale ed economico impiego dei mezzi e dei sistemi di coltura ed organizzazione aziendale più progredita, per il miglioramento della produzione agricola;
d) contribuire alla crescita professionale e colturale dei soci.
e) assicurare la trasparenza e la regolarità dei rapporti economici con gli associati nella determinazione dei prezzi di vendita dei prodotti;
f) adottare, per conto dei soci, processi di rintracciabilità, anche ai fini dell’assolvimento degli obblighi di cui al reg.to CE 178/2002.

Per il conseguimento degli obiettivi suddetti la cooperativa:
a) provvede alla concentrazione dell’offerta, alla riduzione dei costi di produzione, alla regolarizzazione dei prezzi, al ricorso a pratiche colturali e a tecniche di produzione e di gestione dei residui rispettose dell’ambiente nonché‚ a favorire la biodiversità ed all’uopo delibera regolamenti e programmi in materia di conoscenza delle produzioni, di produzione e commercializzazione, nonché‚ di tutela ambientale, vincolanti per tutti gli associati;
b) vende direttamente, per conto dei produttori associati, le produzioni agricole conferite. In particolare per quanto riguarda quelle ortofrutticole vi provvede secondo le modalità fissate dalle norme comunitarie e nazionali. A tal fine, in un ottica di ottimizzazione dell’offerta la cooperativa può svolgere la propria attività anche con terzi non soci, sempre nel rispetto del principio di prevalenza mutualistica (artt.2512-2513 cc) e agricola (art. 1 comma 2 del Dlgs 228/2001);
c) rappresenta i produttori associati nei confronti degli organi della Pubblica Amministrazione e di tutti gli Enti comunque interessati della produzione ortofrutticola Ai fini di tale rappresentanza il mandato e insito nel rapporto di Organizzazione di produttori;
d) rappresenta ed assiste i produttori associati nei rapporti con organizzazioni ed enti privati che hanno scopi affini a quelli dell’Organizzazione dei produttori od utili al raggiungimento di questi;
e) esercita compiti di intervento sul mercato;
f) stipula anche per conto degli associati accordi e contratti, necessari o comunque utili al raggiungimento degli scopi statutari;
g) stipula convenzioni per la conservazione, lavorazione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, e in particolare di quelli ortofrutticoli nonché‚ contratti per la fornitura di servizi necessari ai detti scopi;
h) divulga, promuove e coordina studi e ricerche concernenti il miglioramento delle pratiche colturali, delle tecniche produttive, di gestione dei residui nel rispetto dell’ambiente. A tale fine può partecipare alla gestione di campi sperimentali o dimostrativi;
i) riscuote in nome e per conto degli associati, premi, incentivi, compensazioni ed integrazioni di prezzo da chiunque disposti in loro favore e rilascia la relativa quietanza liberatoria;
l) compie operazioni mobiliari ed immobiliari utili al conseguimento degli scopi sociali ed istituzionali;
m) gestisce direttamente, o tramite organismi collegati, controllati o partecipati, impianti per la raccolta condizionamento e lavorazione dei prodotti degli associati;
n) concede fideiussioni od avalli a favore dei propri associati o società collegate, controllate o partecipate;
o) assicura ai produttori associati mezzi tecnici appropriati per il condizionamento, la commercializzazione e la eventuale trasformazione dei prodotti;
p) al fine di valorizzare e tutelare le produzioni trattate può promuovere disciplinari di produzione con relativi marchi di qualità e richiedere eventuale iscrizione nell’elenco delle IGP previste nei regolamenti comunitari;
q) al fine di migliorare qualitativamente e valorizzare commercialmente le produzioni associate, può predisporre programmi operativi annuali o pluriennali finanziati da appositi fondi, costituiti ed alimentati dai contributi degli associati e di organismi comunitari o nazionali;
r) provvede all’acquisto ed alla distribuzione tra i soci, di concimi, anticrittogamici, antiparassitari, imballaggi, attrezzi e macchine agricole e quant’altro necessario per la loro produzione;
s) provvede alla coltivazione di fondi propri e di terzi per la produzione e o a fini dimostrativi.
t) svolge inoltre tutti gli altri compiti previsti per le organizzazioni di produttori dalla normativa comunitaria e dalle legislazioni nazionali e regionali, ivi compresi quelli di controllo, anche in collaborazione con la pubblica Amministrazione.

La cooperativa si propone altresì:
– di stimolare lo spirito di previdenza e di risparmio dei soci istituendo una sezione di attività, disciplinata da apposito regolamento, per la raccolta di prestiti, limitata ai soli soci ed effettuata esclusivamente ai fini del conseguimento dell’oggetto sociale, nonché nei limiti stabiliti con delibera CICR del 3\3\1994. E’ pertanto tassativamente vietata la raccolta del risparmio fra il pubblico, sotto ogni forma;
– di costituire fondi per lo sviluppo tecnologico o per la ristrutturazione o il potenziamento aziendale;
– l’adozione di procedure di programmazione pluriennale finalizzate allo sviluppo o all’ammodernamento aziendale;

TITOLO III
SOCI
ART. 3
(Diritto di adesione)

Possono far parte della cooperativa i produttori ortofrutticoli siano essi persone fisiche o giuridiche.
I soci hanno l’obbligo di conferire all’Organizzazione dei produttori l’intera produzione ortofrutticola, presentando annualmente il piano colturale.
I “soci conferenti” hanno l’obbligo di partecipare finanziariamente all’alimentazione del Fondo d’esercizio di cui al successivo articolo 20.
Non possono essere ammessi all’Organizzazione di produttori, i produttori persone fisiche e giuridiche aderenti direttamente o indirettamente ad altre Organizzazioni di produttori ortofrutticoli riconosciute o pre-riconosciute ai sensi del Regolamento CE 1234/2007 e dei relativi regolamenti applicativi per l’OCM ortofrutta. A tal fine, il socio, all’atto dell’ingresso nella società, dovrà autocertificare la sussistenza di tale requisito.
Gli associati sono tenuti ad esibire tutta la documentazione prevista dalle norme in materia anche in occasione delle ispezioni disposte dalle autorità di controllo.

Non possono far parte dell’Organizzazione di produttori:
a) i soggetti espulsi da altra Organizzazione di produttori.
b) tutti i soggetti che svolgano attività commerciali, industriali o di servizi concorrenziali o contrastanti con gli scopi e gli interessi della società;
c) i produttori singoli che facciano parte di cooperative ed enti in genere, già aderenti all’Organizzazione di produttori per i medesimi prodotti.
Possono essere ammessi anche i soci cosiddetti “sovventori”, di cui alla legge n. 59/92, ma con le seguenti limitazioni:
a) la quota complessivamente detenuta da tale categoria di soci non può eccedere il limite imposto dalla normativa comunitaria e nazionale in materia, attualmente fissato al 10% del capitale sociale;
b) non devono svolgere attività concorrenziali con quelle dell’Organizzazione di Produttori e non possono accedere ai finanziamenti pubblici previsti per l’Organizzazione stessa, riservati ai soci produttori agricoli aderenti alla medesima;
c) non possono partecipare al voto per le decisioni relative al fondo di esercizio disciplinato dall’articolo 20 del presente statuto, né assumere decisioni in merito ai programmi operativi.

ART. 4
(Domanda di adesione)

L’aspirante associato deve presentare domanda di adesione al Consiglio di Amministrazione.
La domanda può essere presentata alla sede della società o ai suoi uffici periferici.
La domanda, da redigersi su apposito modulo, deve contenere, a titolo indicativo e non esaustivo, le seguenti indicazioni:
a) cognome, nome, luogo e data di nascita, residenza ed eventuale domicilio se diverso dalla residenza, codice fiscale e partita I.V.A.;
b) ubicazione dei terreni in atto adibiti o in corso di conversione alle produzioni che interessano l’attività dell’organizzazione ed il titolo in virtù del quale i terreni stessi sono condotti;
c) la dichiarazione di voler aderire in veste di socio conferente e di mettere a disposizione dell’Organizzazione l’intera produzione per la quale ha aderito;
d) le quantità prodotte nell’ultimo triennio;
e) le eventuali attività commerciali o industriali, collegate alle produzioni ortofrutticole, alle quali è interessato anche nella forma di partecipazione societaria;
f) la dichiarazione, sotto propria responsabilità, di non appartenere ad altre organizzazioni di produttori ortofrutticoli per il prodotto od i prodotti per il quale o per i quali chiede di associarsi, precisando altresì se in passato abbia o meno aderito ad altre Organizzazioni di produttori;
g) l’ammontare delle quote sociali da sottoscrivere, il cui valore unitario nominale non dovrà comunque essere inferiore ad € 25(venticinque) ne superiore a € 500(cinquecento). Non ci sono limitazioni alla sottoscrizione di quote in caso di conferimento di beni in natura e di crediti e per sottoscrizioni fatte da soci diversi dalle persone fisiche, salvo che ciò non pregiudichi l’applicazione del principio democratico che inibisce il possesso, in capo allo stesso socio, di una partecipazione al capitale sociale o di un diritto di voto pari al 35% del totale;
h) l’ammontare della eventuale sovraprezzo, oltre alle quaote di cui al punto precedente, determinato dall’Assemblea dei soci in sede di approvazione del bilancio su proposta del Consiglio di Amministrazione;

Se la domanda di ammissione è presentata da una persona giuridica, che in virtù delle proprie norme statutarie abbia la disponibilità del prodotto dei soci, nella stessa devono essere altresì indicati:
1) la ragione sociale o la denominazione e la sede;
2) la qualità della persona che sottoscrive;
3) il provvedimento dell’organo competente a deliberare la proposizione della domanda di adesione e l’assunzione delle obbligazioni conseguenti all’eventuale accoglimento della stessa.

I soci persone giuridiche dovranno allegare alla domanda di adesione:
copia dell’atto costitutivo e dello statuto;
il certificato di iscrizione alla Camera di Commercio ed al Registro delle imprese che devono contenere: gli estremi dell’iscrizione, la composizione degli organi sociali ed i poteri ad essi conferiti e l’inesistenza di atti e/o provvedimenti pregiudizievoli, comprese eventuali procedure concorsuali;
l’elenco dei soci, corredato, per ciascuno di essi, delle indicazioni di cui alle lettere a), b), d), e) f) precedenti;
la specificazione dell’obbligo del conferimento di tutta la produzione, per la quale la persona giuridica chiede di aderire.
L’acquisizione della suddetta documentazione deve essere effettuata prima che l’istanza di adesione venga esaminata e deliberata dall’Organo competente.
Il consiglio di Amministrazione ha la facoltà di chiedere all’aspirante associato ulteriori informazioni e l’esibizione dei documenti comprovanti la legittimità della domanda, nonché il possesso dei titoli e dei requisiti dichiarati.
Il Consiglio di Amministrazione potrà altresì non accogliere le domande di adesione di quei produttori che hanno una dimensione aziendale talmente minima da non consentire all’Organizzazione dei Produttori la copertura dei costi fissi sulla base del prodotto commercializzato e/o di produzioni non rientranti nella programmazione della società.
Con la domanda l’aspirante socio assume l’impegno di osservare le norme del presente statuto e le deliberazioni, i regolamenti e i programmi adottati in conformità di esso, nonché l’obbligo di vendere per il tramite dell’Organizzazione di Produttori l’intera produzione, salvo le deroghe e i casi di esonero previsti dalla vigente normativa comunitaria, nazionale e regionale, che nei limiti della stessa previsti devono essere preventivamente autorizzati in forma scritta dall’organo amministrativo.
Il Consiglio di Amministrazione, decide in merito alle domande di adesione dandone comunicazione all’interessato entro quindici giorni dalla deliberazione.
Contro la delibera del Consiglio di Amministrazione è ammesso ricorso al Collegio dei Probiviri entro sessanta giorni dal ricevimento della predetta comunicazione
Trascorsi tre mesi dal ricevimento della comunicazione relativa alla deliberazione del Consiglio di Amministrazione, concernente l’accettazione della domanda di adesione presentata, senza che sia stato effettuato il versamento della quota sociale, di cui al punto g) e dell’eventuale sovraprezzo di cui al punto h) del presente articolo, la suddetta delibera diventerà inefficace.
Il Consiglio di Amministrazione illustra inoltre nella relazione al bilancio le ragioni delle determinazioni assunte riguardo all’ammissione dei nuovi soci.

ART. 5
(Obblighi dei soci)

Con l’iscrizione l’associato assume, nei confronti della cooperativa, l’impegno a mantenere il vincolo almeno per un anno. Tuttavia, in caso di presentazione di un programma operativo, conformemente alla normativa vigente per le organizzazioni di produttori ortofrutticoli, l’associato non può liberarsi dagli obblighi derivanti da detto programma, nel corso della sua applicazione, salvo apposita autorizzazione del Consiglio di Amministrazione dell’OP.
L’impegno si intende rinnovato tacitamente per uguale periodo qualora l’associato non abbia manifestato, a mezzo raccomandata R.R. spedita al più tardi entro il termine massimo previsto dalla regolamentazione comunitaria e nazionale in materia e con effetto dal 1° gennaio dell’anno successivo, la volontà di non rinnovare tale impegno.

L’associato avente la qualifica di “socio conferente” assume altresì i seguenti obblighi:
a) di applicare, in materia di conoscenza della produzione, di produzione, di commercializzazione e di tutela ambientale, le norme adottate dall’organizzazione di produttori;
b) non aderire, relativamente ad ogni prodotto o gruppo di prodotti per i quali l’Organizzazione di Produttori ha ottenuto il riconoscimento, ad altre Organizzazioni di Produttori;
c) di commercializzare per il tramite dell’Organizzazione l’intera produzione ortofrutticola, fatte salve le deroghe e i casi di esonero previsti dalla vigente normativa comunitaria, nazionale e regionale, che nei limiti dalla stessa previsti devono essere preventivamente autorizzati in forma scritta dell’organo amministrativo;
d) fornire le informazioni che sono richieste dall’OP a fini statistici e riguardanti, in particolare, le superfici, i raccolti, le rese e le vendite dirette e ogni altro documento necessario al conseguimento degli obiettivi dell’organizzazione;
e) di contribuire alla costituzione e al finanziamento del Fondo d’esercizio costituito per l’esecuzione del Programma Operativo di cui al successivo articolo 20;
f) di presentare annualmente l’impegno di conferimento con la specificazione della superficie messa a coltura per ogni prodotto.

I soci sono inoltre obbligati:
1) al versamento della quota sottoscritta e dell’eventuale sovrapprezzo;
2) al versamento dei contributi finanziari per il sostegno della OP;
3) a comunicare per iscritto alla società ogni variazione di domicilio e pertanto saranno ritenute valide ad ogni effetto tutte le comunicazioni fatte dalla Società all’ultimo domicilio denunciato dal socio;
4) ad osservare tutte le norme del presente Statuto e del Regolamento interno, se adottato, e le deliberazioni degli organi sociali della Cooperativa.
Il capitale sociale sottoscritto e versato dai soci, in danaro o in beni in natura o crediti, è costituito da quote che sono sempre nominative e non possono essere sottoposte a pegno o a vincoli né essere cedute senza l’autorizzazione del Consiglio d’Amministrazione.

SANZIONI – RECESSO – DECADENZA – ESCLUSIONE
ART. 6

La qualità di socio si perde per recesso, decadenza, esclusione o per causa di morte, se trattasi di soci persone fisiche, o scioglimento, se trattasi di soci persone giuridiche.

ART. 7
(Sanzioni)

All’associato che non adempia le obbligazioni assunte e/o contravvenga alle disposizioni dello Statuto e dei Regolamenti interni, nonché alle deliberazioni del Consiglio di Amministrazione sono applicabili le seguenti sanzioni:
a)diffida;
b)sanzione pecuniaria;
c)sospensione a tempo determinato;
d)esclusione.
Le sanzioni sono applicate dal Consiglio di Amministrazione il quale decide della sanzione in funzione del danno subito dall’Organizzazione dei Produttori il cui risarcimento resta impregiudicato.
La sanzione per la mancata vendita della propria produzione tramite la cooperativa, fatte salve le deroghe di cui al punto 3 dell’articolo 11 del Reg.to CE 2200/96, è commisurata in misura pari al doppio del contributo che sarebbe stato dovuto in caso di effettiva messa a disposizione del prodotto oltre al rimborso di eventuali somme dovute a terzi per mancato adempimento contrattuale.
Contro le decisioni che applicano le sanzioni è ammesso ricorso al Collegio dei Probiviri di cui all’art. 35 dello Statuto.

ART. 8
(Morte e Recesso del socio)

Oltre che nei casi previsti dalla legge, può recedere il socio :
a) che abbia perduto i requisiti per l’ammissione o per cessazione dell’attività di produttore ortofrutticolo;
b) nel caso di dissenso dalle modifiche dei fini istituzionali previsti dall’articolo 2 del presente statuto.
Il recesso deve essere richiesto dal socio con lettera raccomandata R.R. indirizzata al Consiglio di Amministrazione e spedita al più tardi entro il termine massimo previsto dalla regolamentazione comunitaria e nazionale in materia e con effetto dal 1° gennaio dell’anno successivo.
Sulla domanda di recesso delibera il Consiglio di Amministrazione entro sessanta giorni dalla data di ricevimento della suddetta comunicazione.
Il socio receduto resta comunque vincolato per gli impegni assunti nei confronti della società antecedentemente alla data del recesso ed in particolare, qualora la società abbia presentato un Programma Operativo di cui al successivo articolo 20, tale vincolo deve essere mantenuto per la durata della sua applicazione, salvo esplicita autorizzazione al recesso concessa dalla società.
Nel caso dovesse verificarsi la morte del socio, subentrano gli eredi, purche questi abbiano i requisiti prescritti dal presente Statuto per l’ammissione. In tal caso, spetta al Consiglio di Amministrazione decidere sull’accettazione o meno come soci degli eredi medesimi che, nel caso di pluralità di eredi, dovranno nominare un rappresentante comune, che dovrà essere indicato al consiglio entro un anno dalla morte del socio.
Se il rappresentante comune non viene nominato le comunicazioni e le dichiarazioni fatte dalla Organizzazione dei Produttori a uno degli eredi sono efficaci anche nei confronti di tutti gli altri.
Gli eredi saranno tenuti a rispondere, ciascuno in proporzione alla propria quota ereditaria, salvo diversa volontà del testatore, delle obbligazioni derivanti dagli impegni assunti dal socio nei confronti della Organizzazione di Produttori antecedentemente alla data della morte.

ART 9
(Decadenza)

La decadenza è pronunciata dal Consiglio d’Amministrazione nei confronti dei soci interdetti o inabilitati e nei confronti di quelli che abbiano perso i requisiti di cui al precedente art. 3.
La decadenza diventa operativa negli stessi termini previsti per l’esclusione.

ART. 10
(Esclusione)

L’esclusione sarà deliberata dal Consiglio di Amministrazione nei confronti del socio :
a) che non ottemperi alle disposizioni del presente statuto, dei regolamenti sociali, delle deliberazioni legalmente adottate dagli organi sociali, i cui inadempimenti non consentano la prosecuzione, nemmeno temporanea, del rapporto associativo;
b) che, senza giustificato motivo, si renda moroso nel versamento delle quote sociali sottoscritte e dell’eventuale sovrapprezzo o nei pagamenti di eventuali debiti contratti ad altro titolo verso la cooperativa;
c) che svolga o tenti di svolgere attività concorrenti o contrastanti agli interessi sociali;
d) che venga condannato con sentenza penale per reati la cui gravità renda improseguibile il rapporto sociale;
e) che in qualunque modo arrechi danni morali o materiali all’Organizzazione.
f) che venga meno agli impegni assunti nell’attuazione dei programmi operativi.
Avverso il provvedimento di esclusione, è dato ricorso al giudizio del Collegio dei Probiviri entro il termine perentorio di trenta giorni dalla data della comunicazione.

ART. 11

Le deliberazioni prese in materia di recesso, decadenza ed esclusione, debbono essere comunicate ai soci destinatari mediante raccomandata con ricevuta di ritorno.

ART. 12
(Rimborso quote di capitale sociale)

Agli eredi del socio defunto, al socio receduto o dichiarato decaduto o escluso spetta il diritto al rimborso del capitale da essi effettivamente versato al suo valore d’ingresso, oltre ai dividendi eventualmente maturati e detratte le perdite subite ed imputabili al capitale in base alle risultanze del bilancio approvato nell’esercizio in cui si sono verificati il recesso, l’esclusione, la decadenza o la morte del socio. La liquidazione comprende anche il rimborso del sovraprezzo, ove versato, qualora sussista nel patrimonio della cooperativa e non sia stato destinato ad aumento gratuito del capitale ai sensi dell’art. 2545 quinquies del codice civile.
Il rimborso sarà effettuato entro sei (6) mesi dalla data di approvazione del bilancio dell’esercizio nel quale il rapporto sociale si scioglie e sarà subordinato alla regolazione di tutte le eventuali obbligazioni che il socio può avere, a qualsiasi titolo, verso la società, comprese quelle relative ad eventuali danni arrecati alla stessa anche per effetto di mancati conferimenti.
Nessun diritto potranno vantare a richiedere i soci sul patrimonio della società né sulle somme del Fondo d’esercizio di cui al successivo articolo 20 del presente statuto.

ART. 13
(Termini per la richiesta di rimborso)

I soci receduti, decaduti e gli eredi del socio deceduto, dovranno richiedere il rimborso della quota loro spettante entro i cinque (5) anni dalla data di approvazione del bilancio dell’esercizio nel quale lo scioglimento del rapporto sociale è divenuto operativo.
Gli eredi del socio deceduto dovranno presentare, unitamente alla richiesta di liquidazione della quota, atto notorio dal quale risulti chi sono gli aventi diritto alla nomina di delegato alla riscossione. La liquidazione o il rimborso della frazione di capitale assegnata al socio può essere corrisposta in più rate, unitamente agli interessi legali, entro un termine massimo di cinque anni.
Le quote per le quali non sarà richiesto il rimborso nel termine suddetto saranno devolute, con deliberazione del Consiglio d’Amministrazione, alla riserva legale.

ART. 14
(Trasferibilità della quota)

La quota dei soci non può essere ceduta con effetto verso la società senza la preventiva autorizzazione del Consiglio di Amministrazione.
Il socio che intende trasferire la propria quota deve darne comunicazione agli amministratori con lettera R.R.
Entro 60 giorni dal ricevimento della richiesta il Consiglio di Amministrazione comunica al socio la concessione o il diniego dell’autorizzazione.
Decorso tale termine ed in assenza di comunicazione il socio è autorizzato trasferire la propria partecipazione e la società deve iscrivere nel libro soci l’acquirente purché questi abbia i requisiti previsti per divenire socio.
In caso di negazione dell’autorizzazione questa deve essere motivata.
Contro tale provvedimento il socio può proporre opposizione al tribunale entro 60 giorni dal ricevimento della comunicazione.

ART. 15
(Soci Sovventori)

Possono essere ammessi alla Cooperativa soci, denominati “soci sovventori”, che investono capitali nell’impresa e che non si avvalgono delle prestazioni istituzionali di questa.
Possono essere “soci sovventori” sia le persone fisiche che quelle giuridiche.
I conferimenti effettuati dai “soci sovventori”, rappresentati da azioni nominative trasferibili, vanno a formare il capitale sociale dei soci sovventori destinati allo sviluppo tecnologico o alla ristrutturazione o al potenziamento aziendale.
L’ammissione del “socio sovventore” è deliberata dal Consiglio d’Amministrazione.
Il numero complessivo dei voti attribuiti ai “soci sovventori” deve essere tale da non superare un terzo del totale dei voti complessivamente spettanti alla base sociale, inteso come somma dei voti spettanti ai “soci conferenti” e ai “soci sovventori”.
L’esercizio del diritto di voto del “socio sovventore” spetta a colui che, alla data dell’assemblea, risulta iscritto nell’apposito libro da almeno 3 (tre) mesi.
Al recedente spetta il rimborso del capitale conferito al valore nominale, eventualmente rivalutato a norma dell’art. 18 di questo statuto.
Il tasso di remunerazione dei conferimenti dei “soci sovventori” potrà essere maggiorato, rispetto a quello dei “soci conferenti”, nella misura massima consentita dalla legge.
I “soci sovventori” persone fisiche e i rappresentanti dei “soci sovventori” persone giuridiche possono essere nominati amministratori. I 3/4 (tre quarti) degli amministratori devono comunque essere costituiti da “soci conferenti”.
La trasferibilità delle azioni nominative dei “soci sovventori” è subordinata al gradimento del Consiglio d’Amministrazione.
Il rapporto con i “soci sovventori” sarà disciplinato, in conformità alla normativa vigente in materia, da apposito regolamento approvato dall’assemblea ordinaria dei soci, tenendo conto delle limitazioni imposte dalla normativa sulle organizzazioni di produttori ortofrutticoli, e in particolare delle seguenti:
d) la quota complessivamente detenuta da tale categoria di soci non può eccedere il limite imposto dalla normativa comunitaria e nazionale in materia, attualmente fisso al 10% del capitale sociale;
e) non devono svolgere attività concorrenziali con quelle dell’Organizzazione di Produttori e non possono accedere ai finanziamenti pubblici previsti per l’Organizzazione stessa, riservati ai soci produttori agricoli aderenti alla medesima;
f) non possono partecipare al voto per le decisioni relative al fondo di esercizio disciplinato dall’articolo 20 del presente statuto, nè assumere decisioni in merito ai programmi operativi.
I “soci sovventori” sono inoltre obbligati :
1) al sovvenzionamento delle azioni sottoscritte con le modalità e i termini previsti dal regolamento interno;
2) all’osservanza dello statuto, dei regolamenti interni e delle operazioni legalmente adottate dagli organi sociali e dalle disposizioni ad essi applicabili.

ART. 16
(Possessori di azioni di partecipazione cooperativa)

La cooperativa, ricorrendone le condizioni e secondo le disposizioni vigenti, può emettere “azioni di partecipazione cooperativa” , anche al portatore se interamente liberate, prive del diritto di voto e privilegiate nella ripartizione degli utili. Le “azioni di partecipazione cooperativa” possono essere emesse, a norma di legge, per un ammontare non superiore al valore contabile delle riserve indivisibili o del patrimonio netto, risultanti dall’ultimo bilancio certificato e depositato presso il Ministero del Lavoro e delle Previdenza Sociale. Le “azioni di partecipazione cooperativa” devono essere offerte in opzione, in misura non inferiore alla metà, ai soci e ai lavoratori dipendenti della Cooperativa, i quali possono sottoscriverle anche superando i limiti fissati dalla legge per i ” soci conferenti”.
All’atto dello scioglimento della società cooperativa le “azioni di partecipazione cooperativa” hanno diritto di prelazione nel rimborso del capitale, sulle altre azioni o quote, per l’intero valore nominale.
La riduzione del capitale sociale in conseguenza di perdite non comporta riduzione del valore nominale delle “azioni di partecipazione cooperativa”, se non per la parte della perdita che eccede il valore nominale complessivo delle altre azioni o quote.
La regolamentazione delle “azioni di partecipazione cooperativa” sarà disciplinata, in conformità alla normativa vigente in materia, da apposito regolamento approvato dall’assemblea ordinaria dei soci.
I possessori di azioni di partecipazione cooperativa sono obbligati:
1) al versamento delle azioni sottoscritte con le modalità e nei termini previsti dal regolamento interno;
2) all’osservanza dello statuto, dei regolamenti interni e delle deliberazioni legalmente adottate dagli organi sociali, limitatamente alle disposizioni ad essi applicabili.

ART. 17
(Ristorni)

L’assemblea che approva il bilancio può deliberare, su proposta del consiglio di amministrazione, l’erogazione del ristorno ai soci cooperatori, nel rispetto dei limiti e delle condizioni stabilite dalla normativa vigente, dalle disposizioni del presente statuto e dal relativo apposito regolamento.
Il ristorno è ripartito tra i soci proporzionalmente alla qualità e alla quantità degli scambi mutualistici, in conformità con i criteri stabiliti dall’apposito regolamento, i quali – in via generale – debbono considerare:
a) il valore della produzione conferita per la commercializzazione;
b) il valore dei mezzi tecnici acquistati presso la cooperativa per le finalità connesse alla produzione dei beni conferiti;

L’assemblea può deliberare la ripartizione dei ristorni a ciascun socio:
a) in forma liquida;
b) mediante aumento proporzionale alle rispettive quote o con l’emissione di nuove azioni di capitale;

Non si applicano le norme del presente articolo quando la cooperativa, nel rispetto dei criteri e delle modalità stabilite da apposito regolamento, provvede a distribuire fra i soci il ricavato delle vendite, quale prezzo del prodotto conferito dagli stessi, in proporzione alla qualità e quantità del prodotto medesimo.

TITOLO IV
PATRIMONIO SOCIALE
ART. 18
(Patrimonio sociale – Entrate)

Il patrimonio della Cooperativa è costituito :
a) dal capitale sociale dei soci, che è variabile ed è formato da un numero illimitato di quote del valore nominale non inferiore a euro 25 (venticinque) ne superiore a euro 500 (cinquecento).
Ciascun socio non può essere titolare di quote del valore nominale complessivo superiore ad euro 100.000,00 (centomila virgola zero zero);
b) dal capitale sociale dei “soci sovventori” di cui al precedente art. 15, rappresentato da azioni nominative, destinato allo sviluppo tecnologico o alla ristrutturazione o al potenziamento aziendale di cui all’art. 2 del presente statuto;
c) dal capitale costituito dall’ammontare delle “azioni di partecipazione cooperativa”;
d) dalla riserva legale formata con le quote degli avanzi di gestione e con le quote eventualmente non rimborsate ai soci receduti, decaduti, esclusi ed agli eredi dei soci deceduti; o da somme derivanti da sanzioni pecuniarie o risarcimenti, dovuti in base all’applicazione del precedente articolo 7, per le eventuali inadempienze dei soci.
e) dalla riserva straordinaria;
f) dall’eventuale sovraprezzo azioni formato con le somme versate dai soci ai sensi dei precedenti articoli;
g) da ogni altra riserva costituita e/o prevista per legge.

Per le obbligazioni sociali risponde soltanto la società con il suo patrimonio e conseguentemente i soci nel limite delle quote e/o azioni sottoscritte, ed eventualmente rivalutate.
Le riserve, salvo quelle previste alla precedente lettera f), sono indivisibili ai sensi dell’art. 12 della legge n. 904/77 e non possono essere ripartite tra i soci né durante la vita sociale né nell’atto dello scioglimento.
Le entrate della società possono altresì essere costituite da contributi associativi a carico dei soci annualmente deliberati dall’Assemblea su proposta del C.d.A..
I contributi associativi saranno destinati dall’OP, nel rispetto di quanto previsto dalla normativa vigente sulle organizzazioni di produttori ortofrutticoli, alla copertura dei costi generali di funzionamento e dei costi sostenuti per la fornitura di specifici servizi posti in essere nell’interesse degli associati e per l’attuazione del programma operativo di cui al successivo articolo 20.
I contributi associativi vengono determinati, in linea di massima, in proporzione alla quantità di produzione organizzata dai diversi associati ed in proporzione dei servizi ad essi corrisposti.
In sede di approvazione del bilancio consuntivo annuale l’assemblea può determinare una maggiorazione od una riduzione dei contributi associativi per l’esercizio trascorso, sulla base degli effettivi costi sostenuti dall’OP, in misura tale da assicurare in ogni caso almeno il pareggio del bilancio economico dell’esercizio medesimo.
I contributi associativi corrisposti dagli associati sono esenti da ogni imposta sulla base di quanto stabilito dall’articolo 9 della legge 674 del 20 ottobre 1978.

ART. 19
(Esercizio sociale– bilancio – regole contabili)

L’esercizio sociale va dal 1 gennaio al 31 dicembre di ogni anno.
Alla chiusura di ogni esercizio, gli Amministratori provvedono alla redazione:
– del progetto di bilancio sociale costituito dallo stato patrimoniale, dal conto economico e dalla nota integrativa a norma di legge;
– della relazione sulla gestione anche in caso di redazione del bilancio in forma abbreviata;
da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea.
Nella redazione del progetto di Bilancio gli Amministratori, oltre al rispetto delle norme stabilite dal codice civile in materia di bilancio e ai principi contabili, dovranno attenersi alle specifiche norme previste per le organizzazioni di produttori e in particolare a quanto indicato in questo articolo per rendere agevole l’applicazione della disciplina propria delle organizzazioni di produttori e i controlli dalla stessa previsti.
Tale progetto dovrà dettagliare:
– la voce A1 del conto economico, creando delle sottovoci che permettano di rilevare, e distinguere rispetto agli altri, i ricavi relativi alla commercializzazione dei prodotti oggetto del riconoscimento della OP (es. Ricavi prodotti conferiti da soci oggetto di riconoscimento; Ricavi prodotti conferiti da soci extra riconoscimento; Ricavi prodotti acquistati);
– la voce B6 del conto economico, creando delle sottovoci che permettano di rilevare, e distinguere rispetto agli altri, i costi relativi all’acquisto dei prodotti oggetto del riconoscimento della OP (es. Conferimento da soci di prodotti compresi nel riconoscimento; Conferimento da soci di prodotti extra riconoscimento; Costi acquisto prodotti.);
In sede di redazione del progetto di bilancio, inoltre, il Consiglio di Amministrazione determina, con riferimento allo stesso esercizio sociale, il valore della produzione commercializzata (VPC) dei prodotti oggetto di riconoscimento conferiti dai soci e inserisce nella nota integrativa:
– un prospetto dettagliato della voce A1 del Conto Economico, in cui si evidenzia il valore del VPC conseguente ai conferimenti dei soci produttori rientranti nel riconoscimento;
– la ripartizione del VPC di cui sopra, espressa sia in termini di valore che di quantità e specie, in funzione dei soci produttori che hanno conferito nel periodo di riferimento considerato.
– un prospetto dei soci entrati ed usciti nel corso dell’esercizio sociale di riferimento, evidenziando per ciascuno il VPC di riferimento, sempre espressa in termini di valore, quantità e specie.
Nella relazione sulla gestione oltre a quanto disposto dall’art. 2428 del codice civile gli amministratori dovranno riferire sull’attuazione e rendicontazione dei piani e programmi cofinanziati con risorse pubbliche.
Il bilancio deve essere presentato all’assemblea dei soci per l’approvazione entro 120 (centoventi) giorni dalla chiusura dell’esercizio sociale, ovvero, quando particolari esigenze relative alla struttura lo richiedono, ai sensi dell’art. 2364 C.C., entro 180 (centottanta) giorni dalla chiusura dell’esercizio sociale.

L’assemblea che approva il bilancio delibera sulla distribuzione degli utili netti annuali destinandoli :
1) una quota non inferiore al trenta per cento (30% ) al fondo di riserva legale
2) una quota pari al tre per cento ( 3% ) ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione;
3) un dividendo ai soci non superiore all’interesse legale sul capitale effettivamente versato;
4) un’eventuale quota da distribuire ai “soci conferenti” e “sovventori” e ai possessori di “azioni di partecipazione cooperativa”, in misura non superiore a quanto consentito dalle leggi in materia per la sussistenza dei requisiti mutualistici ai fini fiscali, ragguagliata al capitale effettivamente versato ed eventualmente rivalutato;
5) un’eventuale quota ad aumento gratuito del capitale sociale sottoscritto e versato, nei limiti consentiti dalla legge in materia per il mantenimento dei requisiti mutualistici ai fini fiscali;
6) quanto residua al fondo di riserva straordinaria.
Ferme restando le destinazioni obbligatorie per legge per il mantenimento dei requisiti mutualistici ai fini fiscali, l’assemblea ha sempre la facoltà di deliberare che l’utile netto residuo sia devoluto ai fondi di riserva indivisibili, quale il fondo assistenza e mutualità.
L’assegnazione degli utili netti relativamente ai punti 3/4/5 è consentita qualora il rapporto tra il patrimonio netto ed il complessivo indebitamento della società è superiore ad 1/4

ART. 20
(Fondo d’esercizio e Programma operativo)

Le attività pianificate nel programma operativo trovano il loro supporto economico e finanziario nel fondo di esercizio, che costituisce una specifica posta nel bilancio della OP. Le risorse afferenti a tale fondo finanziano esclusivamente i programmi operativi, ai sensi dell’articolo 103 quater del regolamento (CE) n. 1234/2007 e successive modifiche e integrazioni.
Il fondo di esercizio deve essere gestito tramite conto corrente dedicato e distinto per annualità, pertanto va istituito contabilmente ogni anno (es. fondo esercizio 2011, fondo di esercizio 2012, ecc).
L’importo massimo che il fondo di esercizio può assumere in una determinata annualità è calcolato applicando al VPC (del relativo periodo di riferimento prescelto) le aliquote previste dalla normativa vigente.
Il fondo di esercizio è alimentato:
– da parte della OP, con trasferimento di risorse proprie e/o dei propri soci aderenti che possono avvenire durante tutto l’anno e comunque non oltre il 31 dicembre;
– con il trasferimento delle risorse provenienti dal regime di aiuti comunitari e nazionali.
I contributi finanziari per l’attuazione del programma operativo sono fissati dalla OP secondo le regole fissate in apposito regolamento interno. L’assemblea dei soci, in sede di approvazione del fondo di esercizio e dei/l programma operativo pluriennale e/o esecutivo annuale, deve dimostrare, con propria delibera assembleare, che tutti i produttori hanno avuto la possibilità:
a) di beneficiare del fondo di esercizio;
b) di partecipare democraticamente alle decisioni sull’utilizzo del fondo dell’OP e sui contributi finanziari al fondo di esercizio.

TITOLO V
ORGANI SOCIALI
ART. 21
(Organi Sociali)

Sono organi della società :
a) l’Assemblea dei soci;
b) il Consiglio d’Amministrazione;
c) il Collegio dei Sindaci;
d) l’Assemblea speciale dei possessori delle azioni di partecipazione cooperativa.

ART. 22
(Assemblea dei soci)

Le assemblee sono ordinarie e straordinarie.
La loro convocazione deve effettuarsi mediante raccomandata, consegna dell’avviso a mano, fax, sms, messaggio di posta elettronica o telegramma, fatto pervenire agli aventi diritto al domicilio, al numero o all’indirizzo risultante dai libri sociali, almeno dieci (10) giorni prima dell’adunanza, contenente l’ordine del giorno, il luogo, la data della prima e della seconda convocazione, che deve essere fissata almeno ventiquattro (24) ore dopo la prima.
L’Assemblea, sia ordinaria che straordinaria, è validamente costituita:
– in prima convocazione, quando intervengano o siano rappresentati la metà più uno dei soci aventi diritto al voto;
– in seconda convocazione, qualunque sia il numero dei soci intervenuti o rappresentati aventi diritto al voto.
In mancanza dell’adempimento delle suddette formalità, l’assemblea si reputa validamente costituita quando siano presenti o rappresentati tutti i soci con diritto di voto, tutti gli amministratori e tutti i sindaci effettivi se nominati.
Il Consiglio di Amministrazione potrà, a sua discrezione e in aggiunta a quella obbligatoria stabilita nel primo comma, usare qualunque altra forma di pubblicità diretta a meglio diffondere tra i soci l’avviso di convocazione delle assemblee.

ART. 23
(Assemblea dei soci ordinaria)

L’assemblea ordinaria :
1) approva il bilancio consuntivo con la relazione del Consiglio d’Amministrazione e del Collegio Sindacale, se previsto,
2) approva il bilancio preventivo e gli eventuali contributi associativi a carico dei soci;
3) determina il numero dei componenti il Consiglio di Amministrazione e provvede alle relative nomine;
4) determina la misura degli eventuali compensi da corrispondere agli amministratori per la loro attività collegiale;
5) nomina i componenti il Collegio dei sindaci, elegge tra questi il Presidente e fissa gli eventuali compensi;
6) approva i regolamenti previsti dal presente statuto;
7) delibera sulla responsabilità degli amministratori e dei sindaci;
8) adotta le procedure di programmazione pluriennale finalizzate allo sviluppo o all’ammodernamento aziendale, approvandone annualmente, in sede di approvazione del bilancio, gli stati di attuazione, previo parere dell’assemblea speciale dei possessori di “azioni di partecipazione cooperativa”;
9) delibera la costituzione dei fondi necessari, ivi compreso l’apposito Fondo d’esercizio destinato alla esecuzione del Programma operativo.
10) determina il contributo annuo a carico dei “soci conferenti” per la costituzione e l’alimentazione del Fondo d’esercizio di cui all’art.19, nonchè determina qualsiasi altro eventuale contributo si rendesse necessario:
11) delibera su tutti gli altri oggetti attinenti alla gestione sociale riservati alla sua competenza dal presente statuto o sottoposti al suo esame dagli amministratori.
12) nomina i componenti del collegio dei probiviri, elegge fra questi il presidente e fissa eventuali compensi
Essa ha luogo almeno una volta all’anno entro 120 (centoventi) giorni, ovvero entro i 180 (centoottanta) giorni successivi alla chiusura dell’esercizio sociale.
L’Assemblea si riunisce, inoltre, quante volte il Consiglio di Amministrazione lo creda necessario o ne sia fatta richiesta per iscritto, con indicazione delle materie da trattare, dal Collegio Sindacale o da almeno un decimo del capitale sociale. In questi ultimi casi la convocazione deve aver luogo entro venti giorni dalla data della richiesta.

ART. 24
(Assemblea dei soci straordinaria)

L’assemblea, a norma di legge, è considerata straordinaria quando si riunisce per deliberare sulle modificazioni dell’atto costitutivo, dello statuto, sulla proroga della durata e sullo scioglimento anticipato della società e sulla nomina dei liquidatori.

ART. 25

L’Assemblea, sia ordinaria che straordinaria, stabilisce la forma delle votazioni che, comunque, saranno sempre in forma palese.
Le modalità e forme di votazione per il rinnovo delle cariche sociali saranno, invece, stabilite dall’Assemblea a norma di legge.

ART. 26
(Validità delle Assemblee dei soci)

Per la validità delle deliberazioni dell’assemblea, sia ordinaria che straordinaria, così in prima come in seconda convocazione, è necessaria la maggioranza assoluta dei voti dei soci presenti o rappresentati.
Tuttavia, per lo scioglimento e la liquidazione della società l’assemblea straordinaria, sia in prima che in seconda convocazione, delibererà con il voto favorevole dei ( 3/5 ) dei presenti o rappresentati aventi diritto al voto.

ART. 27
(Diritto di voto)

Nelle assemblee hanno diritto al voto coloro che risultano iscritti nel libro dei “soci conferenti” ed in quello dei “soci sovventori” da almeno tre mesi e che non siano in mora nei versamenti delle quote e/o azioni sottoscritte.
Ciascun socio conferente ha diritto ad un voto.
Ai soci persone giuridiche spettano altri voti aggiuntivi, fino ad un massimo di 5 (cinque), in relazione all’ammontare della quota sociale sottoscritta o del numero dei propri membri.
Ciascun socio sovventore avrà diritto ad un voto, salvo il disposto dell’art. 15 del presente statuto.
Il diritto di voto del socio sovventore è limitato, essi infatti non possono partecipare al voto per le decisioni relative al fondo di esercizio disciplinato dall’articolo 20 del presente statuto, né assumere decisioni in merito ai programmi operativi.
Ai soci conferenti siano essi persone fisiche o giuridiche può essere riconosciuto, ai sensi dell’articolo 2538 del c.c. un voto plurimo, non superiore al decimo dei voti complessivamente espressi nell’assemblea, in ragione della quantità o del valore del prodotto conferito nell’esercizio precedente.
Ai soci aventi diritto al voto plurimo nei limiti di cui sopra, non può essere attribuito più di un terzo dei voti spettanti all’insieme dei soci presenti o rappresentati in ciascuna assemblea.
Qualora, per qualunque motivo si superino tali limiti i voti saranno ricondotti automaticamente entro la misura consentita, applicando un coefficiente correttivo determinato dal rapporto tra il numero massimo dei voti attribuibili per legge ed il numero di voti da essi portato.
Il “socio sovventore” persona giuridica delegherà all’assemblea propri rappresentanti che dovranno produrre delega scritta dell’organo che li ha nominati.
I soci, che per qualsiasi motivo, non possono intervenire personalmente all’assemblea, hanno la facoltà di farsi rappresentare soltanto da un altro socio, appartenente alla medesima categoria, che non sia amministratore o sindaco, ma che abbia diritto al voto, mediante delega scritta.
Il socio delegato non potrà rappresentare più di un socio. Il socio imprenditore individuale può essere rappresentato anche dal coniuge, dai parenti entro il terzo grado e dagli affini entro il secondo, a condizione che collaborino nell’impresa del socio.
Le deleghe debbono essere menzionate nel verbale dell’assemblea e conservate tra gli atti sociali della cooperativa.

ART. 28

L’Assemblea è presieduta dal Presidente del Consiglio di Amministrazione e, in sua assenza, dal Vice-Presidente o dal Consigliere più anziano tra quelli presenti.
La nomina del segretario è fatta dal Presidente dell’assemblea, salvo che questa non deliberi diversamente.
Il segretario può essere un non socio. Il verbale delle assemblee in sede straordinaria deve essere redatto da un notaio.

ART. 29
(Assemblea speciale dei possessori delle azioni di partecipazione cooperativa)

L’Assemblea speciale dei possessori delle “azioni di partecipazione cooperativa”, per la quale valgono, ove compatibili, le norme fissate per le assemblee ordinarie dei soci, viene convocata dal Consiglio di Amministrazione della Cooperativa o dal rappresentante comune quando lo ritenga necessario o quando ne sia fatta richiesta da un terzo dei possessori.
L’Assemblea, in particolare:
– delibera in materia di rappresentante comune, di pregiudizio dei diritti ed, in genere, circa gli interessi della categoria;
– delibera sulla costituzione di un eventuale proprio fondo per le spese necessarie alla tutela dei comuni interessi e sul relativo rendiconto;
– esprime annualmente un parere motivato sullo stato di attuazione dei programmi pluriennali di sviluppo e di ammodernamento.
Il rappresentante comune può esaminare i libri sociali e chiederne estratti; può inoltre assistere alle assemblee dei soci con facoltà impugnativa; deve provvedere all’esecuzione delle deliberazioni dell’assemblea speciale e tutelare gli interessi comuni dei possessori delle azioni di partecipazione cooperativa nei rapporti con la società.

ART. 30
(Consiglio di Amministrazione)

Il Consiglio di Amministrazione è composto da un minimo di sette ad un massimo di undici Consiglieri eletti dall’assemblea anche tra non soci in numero non superiore ad 1/5 del totale. Un numero di consiglieri non superiore ad 1/4 del totale può essere scelto tra i soci sovventori persone fisiche o tra i rappresentanti dei soci sovventori persone giuridiche.
Il Consiglio d’Amministrazione resta in carica tre anni ed i suoi componenti sono rieleggibili.
Salvo quanto previsto dall’articolo 2390 c.c., gli amministratori possono ricoprire incarichi negli organi di amministrazione di altre imprese a condizione che essi siano formalmente autorizzati da apposito atto deliberativo del Consiglio di amministrazione della cooperativa. La mancanza di tale atto deliberativo comporta la decadenza dall’ufficio di amministratore.
Spetta all’Assemblea determinare i compensi dovuti per la loro attività collegiale.
Spetta al Consiglio, sentito il parere del Collegio Sindacale se presente, determinare il compenso dovuto a quelli dei suoi membri che siano chiamati a svolgere specifici incarichi, a carattere continuativo, in favore della Cooperativa.
Il Consiglio elegge nel suo seno il Presidente ed il Vicepresidente. Il Presidente può delegare, determinandole nella deliberazione, parte delle proprie attribuzioni ad uno degli amministratori, al direttore, oppure ad un comitato esecutivo.
Il Consiglio di Amministrazione è convocato dal Presidente tutte le volte nelle quali vi sia materia su cui deliberare, oppure quando ne sia fatta domanda da almeno due consiglieri.
La convocazione è fatta a mezzo lettera raccomandata da spedirsi non meno di cinque giorni prima dell’adunanza, ovvero con consegna dell’avviso a mano, fax, sms, messaggio di posta elettronica, telegramma, telefono o altro mezzo idoneo ad assicurare l’informativa, in modo comunque che i Consiglieri e i sindaci effettivi ne siano informati almeno un giorno prima della riunione.
Le adunanze sono valide quando vi intervenga la maggioranza degli amministratori in carica.
Le deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta di voti.
Le votazioni del Consiglio sono normalmente palesi, salvo che il voto riguardi persone, nel qual caso il voto sarà segreto; quando si tratti di fatti, di persone e di cose in cui taluno dei presenti abbia interesse diretto o indiretto, il Consigliere interessato deve astenersi dalla votazione.
A parità di voti, nelle votazioni, prevale il voto del Presidente.
Il Consiglio di Amministrazione è investito dei più ampi poteri per la gestione della Cooperativa. Spetta, fra l’altro, a titolo esemplificativo, al Consiglio di Amministrazione:
a) convocare l’assemblea ordinaria e straordinaria dei soci e l’assemblea speciale dei possessori delle “azioni di partecipazione cooperativa”;
b) curare l’esecuzione delle deliberazioni dell’assemblea dei soci;
c) redigere i bilanci consuntivi ed eventualmente i preventivi, determina l’ammontare degli eventuali contributi associativi a carico dei soci nonchè la propria relazione al bilancio consuntivo che deve indicare, tra l’altro, specificamente, i criteri seguiti nella gestione sociale per il conseguimento degli scopi statutari, in conformità con il carattere cooperativo della società;
d) compilare i regolamenti interni previsti dallo statuto;
e) stipulare tutti gli atti e contratti di ogni genere inerenti alla attività sociale. Fra gli altri: vendere, acquistare, permutare beni e diritti mobiliari ed immobiliari con le più ampie facoltà al riguardo ivi compresa quella di rinunciare alle ipoteche legali;
f) compiere ogni e qualsiasi operazione presso istituti di credito di diritto pubblico e privato, aprire, utilizzare, estinguere conti correnti, anche allo scoperto e compiere qualsiasi operazione di banca, compresa l’apertura di sovvenzioni e mutui concedendo tutte le garanzie anche ipotecarie, cedere, accettare, emettere, girare, avallare, scontare, quietanzare crediti ed effetti cambiari e cartolari in genere;
g) deliberare e concedere avalli cambiari, fidejussori ed ogni e qualsiasi altra garanzia sotto qualsivoglia forma per facilitare l’ottenimento del credito agli enti cui la Cooperativa aderisce, nonchè a favore di altre cooperative;
h) conferire procure speciali, ferma la facoltà attribuita al Presidente del Consiglio di Amministrazione;
i) assumere, nominare e licenziare il personale della Cooperativa nelle categorie degli operai, impiegati, quadri e dirigenti, fissandone le mansioni e la retribuzione; conferire specifiche deleghe ai dirigenti in materie che sono di specifica competenza del Consiglio di Amministrazione, definendone i limiti e i controlli;
l) deliberare circa l’ammissione, il recesso, la decadenza e la esclusione dei soci;
m) compiere tutti gli atti e le operazioni di ordinaria e straordinaria amministrazione, fatta eccezione soltanto di quelli che, per disposizioni della legge o del presente statuto, siano riservati all’assemblea generale;
n) deliberare la istituzione di una sezione di attività per la raccolta di prestiti;
o) predisporre i bilanci preventivi, i rendiconti, la relazione annuale e il programma operativo conformemente alla normativa vigente sulle organizzazioni di produttori ortofrutticoli, da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea;
p) apportare, in conformità alla normativa vigente sulle organizzazioni di produttori ortofrutticoli, eventuali variazioni o integrazioni al programma operativo predisposto e/o presentare le annualità esecutive.

ART. 31
(Cooptazione – Decadenza)

Qualora venga a mancare un consigliere, il Consiglio provvede a sostituirlo mediante cooptazione, ai sensi dell’art. 2386 del codice civile, nell’ambito della medesima categoria di soci conferenti o soci sovventori alla quale apparteneva il consigliere da sostituire.
I Consiglieri che senza giustificata causa non intervengono a cinque riunioni di consiglio durante lo stesso anno solare, oppure a tre riunioni consecutive, decadono automaticamente dalla carica.

ART. 32
(Presidente)

Il Presidente del Consiglio di Amministrazione ha la rappresentanza e la firma sociale. Il Presidente perciò è autorizzato a riscuotere, da pubbliche amministrazioni o da privati, pagamenti di ogni natura ed a qualsiasi titolo, rilasciandone liberatorie quietanze.
Egli ha anche la facoltà di nominare avvocati e procuratori nelle liti attive e passive riguardanti la società davanti a qualsiasi autorità giudiziaria e amministrativa, ed in qualunque grado di giurisdizione.
Previa autorizzazione del Consiglio di Amministrazione, può delegare i propri poteri, in tutto o in parte, al Vice Presidente o a un membro del Consiglio, nonchè, con speciale procura, ad impiegati della Società.
In caso di assenza o di impedimento del Presidente tutte le di lui mansioni spettano al Vice Presidente.
Nei casi di assoluta ed urgente necessità, nomina provvisoriamente e sospende gli impiegati e prende tutte le misure conservative che riterrà necessarie nell’interesse della Società, chiedendone poi la ratifica al Consiglio nella successiva adunanza.

ART. 33
(Collegio Sindacale e Revisore)

La cooperativa provvede alla nomina del Collegio Sindacale, obbligatoriamente ove sussistano le condizioni previste dall’articolo 2543 comma 1 del codice civile, e qualora lo ritenga opportuno negli altri casi.
Il Collegio Sindacale, i cui membri possono essere scelti tra non soci, si compone di tre membri effettivi e di due supplenti, destinati a subentrare in ordine di anzianità agli effettivi che eventualmente si rendessero indisponibili nel corso del mandato. I Sindaci sono eletti dall’assemblea, la quale provvederà alla nomina del Presidente.
I Sindaci durano in carica tre anni e sono rieleggibili. Tutti i sindaci devono essere revisori contabili iscritti nel registro istituito presso il Ministero della Giustizia.
L’assemblea può nominare un revisore, che svolge funzioni di controllo contabile sulla società, nei casi consentiti dalla legge.
Il medesimo è disciplinato dalle norme in materia riferite a tale organo, con particolare riguardo a quelle espressamente previste per le società per azioni.
Il compenso del revisore è determinato dai soci all’atto della nomina per l’intero periodo di durata del suo ufficio.

ART. 34
(Compiti)

Il Collegio Sindacale deve controllare l’amministrazione della società, vigilare sull’osservanza della legge e dello statuto sociale sul rispetto dei principi della corretta amministrazione ed in particolare sull’adeguatezza dell’assetto amministrativo e contabile verificando la corrispondenza del bilancio alle risultanze dei libri e delle scritture contabili, provvede inoltre al controllo contabile.
Il collegio sindacale, inoltre, deve riferire specificamente all’Assemblea, nella relazione di accompagnamento al bilancio, sui criteri seguiti dagli Amministratori nella gestione sociale per il conseguimento degli scopi statutari in conformità con il carattere mutualistico della Organizzazione di Produttori, sui risultati dell’esercizio sociale, sull’attività svolta nell’adempimento dei propri doveri, sulla correttezza e veridicità del calcolo del valore della produzione commercializzata ai fini del mantenimento del riconoscimento come organizzazioni di produttori nell’ambito dell’OCM ORTOFRUTTA, nonché tutte le proprie osservazioni e proposte in ordine al bilancio, alla sua approvazione e all’attuazione dei piani e programmi cofinanziati con risorse pubbliche.
Il Collegio Sindacale, a norma di legge, partecipa alle riunioni del Consiglio di Amministrazione e dell’Assemblea.
I Sindaci possono in ogni momento procedere, anche individualmente, ad atti di ispezione e controllo; devono effettuare gli accertamenti periodici e quant’altro stabilito per legge. Di ogni ispezione, anche individuale, deve compilarsi verbale da inserire nell’apposito libro.
Il Collegio Sindacale deve riunirsi almeno ogni 90 giorni.
Il sindaco che non assista senza giustificato motivo alle Assemblee, o durante un’esercizio sociale a 5 riunioni del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale, oppure a tre riunioni consecutive decade dalla carica.

TITOLO VI
DIREZIONE E COMMISSIONE TECNICA
ART. 35

La Cooperativa potrà avere uno o più direttori quando ciò si ritenga opportuno per il miglior funzionamento della Società. Il Consiglio di Amministrazione ne fisserà i compiti e le retribuzioni e provvederà a designare quale di essi debba partecipare con voto consultivo alle riunioni del Consiglio di Amministrazione e dell’Assemblea dei soci.

ART. 36

Per il miglior espletamento delle sue attività, il Consiglio di Amministrazione potrà istituire commissioni tecniche fissandone i compiti. Essa o esse saranno presiedute da un consigliere e ne faranno parte il direttore o uno dei direttori, i soci conferenti, consiglieri e no, ritenuti idonei per le funzioni da espletare.

TITOLO VII
SCIOGLIMENTO E LIQUIDAZIONE
ART. 37

L’assemblea che dichiara lo scioglimento della cooperativa nominerà uno o più liquidatori scegliendoli fra i soci e stabilendone i poteri.

ART. 38

In caso di cessazione della Cooperativa, l’eventuale residuo attivo di liquidazione è destinato, nell’ordine:
a) al rimborso delle azioni di partecipazione cooperativa;
b) al rimborso dei conferimenti effettuati dai soci sovventori, eventualmente rivalutati;
c) al rimborso delle quote di capitale sociale versate dai soci conferenti eventualmente rivalutate;
d) alla devoluzione al fondo mutualistico per la promozione e lo sviluppo della cooperazione di cui all’art. 11, legge 31 gennaio 1992 n° 59.

TITOLO VIII
DISPOSIZIONI GENERALI
ART. 39

Per meglio disciplinare il funzionamento interno, il Consiglio di Amministrazione potrà elaborare appositi regolamenti sottoponendoli successivamente all’approvazione dei soci riuniti in assemblea.

ART. 40

Le clausole mutualistiche, di cui agli articoli 18, 19 e 39 sono inderogabili e devono essere in fatto osservate.

ART. 41

Per quanto non è previsto dal presente statuto valgono le norme del vigente Codice Civile, delle leggi speciali sulla cooperazione e sulle organizzazioni di produttori.
L’Assemblea dà mandato al presidente di apportare le eventuali indispensabili modifiche di legge al presente statuto, qualora se ne ravvisi la necessità.

STATUTO DEI SOCI

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DOMANDA DI ADESIONE

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